Dopo un lungo dibattito, al quale hanno assistito numerosi cittadini, rappresentanti di associazioni e partiti politici, ieri sera il Consiglio provinciale ha approvato - con il voto contrario dell’opposizione e l’astensione del Movimento civico territoriale - un ordine del giorno in cui impegna il Presidente Ernino D’Agostino a dichiarare la netta contrarietà all’ipotesi di realizzare una centrale a ciclo combinato di 980 megawatt, più nota come centrale turbogas, nella zona di Rapino, frazione del Comune di Teramo.
Sul progetto, presentato dalla società “Sithe Global Italia”, si è già svolta il 14 ottobre, presso il Ministero delle attività produttive, una prima conferenza di servizi per l’avvio del procedimento di autorizzazione.
La posizione di contrarietà, come si legge nel documento proposto dallo stesso Presidente D’Agostino e dal Presidente del Consiglio Ugo Nori, si basa sui seguenti elementi:
- il contesto generale della produzione energetica in provincia di Teramo, in cui sono già presenti impianti idroelettrici con potenza di 700 megawatt, “che hanno determinato conseguenze pesanti sull’ambiente e sull’assetto idrogeologico delle aste fluviali e della costa”;
- il fatto che “non esistono in Abruzzo ed in provincia di Teramo impianti di produzione energetica alimentati da olio combustibile, che richiedano la sostituzione con impianti a ciclo combinato alimentati dal gas metano”;
- l’impatto “che la realizzazione della centrale avrebbe sullo sviluppo economico del territorio, con particolare riferimento alla valorizzazione turistica dello stesso (adiacenza con il Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga) ed alla promozione delle produzioni agro-alimentari tipiche e di qualità”;
- i rischi “di inquinamento atmosferico ed acustico e di deterioramento ambientale che, date le dimensioni e le caratteristiche dell’impianto, si determinerebbero su ampia scala nell’area territoriale della Val Vomano”;
- i vincoli “paesistici, ambientali ed idrogeologici che riguardano il sito proposto, nonché l’impatto territoriale e paesistico di un impianto di così rilevanti dimensioni”.
Con l’approvazione dell’ordine del giorno, inoltre il Consiglio ha impegnato i competenti settori dell’Ente ad approfondire l’analisi tecnica “al fine di formulare un parere completo, da rimettere alla Regione Abruzzo e al Ministero delle Attività produttive”.
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