:: HOME :: PROFILO :: ORGANI DI GESTIONE :: STATUTO :: COMUNI :: NEWS :: DOCUMENTI :: RICERCA :: CONTATTI ::
Articoli: Provincia
Dai centri del Vomano no alla turbogas

Un parere contrario alla realizzazione nel territorio di Rapino di una centrale di produzione energetica a ciclo combinato, più nota come centrale turbogas, è stato espresso questa mattina dalla Conferenza dei sindaci e dalla Consulta dei presidenti delle Comunità montane.
I due organismi hanno approvato all’unanimità – erano presenti i rappresentanti di 15 Comuni e di 2 Comunità montane - il documento proposto dal Presidente Ernino D’Agostino, elaborato alla luce della relazione svolta dai tecnici della Provincia.
Il parere contrario si basa su “numerosi e gravi fattori di criticità” che dunque sconsigliano la realizzazione di un impianto di potenza equivalente a 980 megawatt, proposto dalla società “Sithe Global Italia”, per il quale è in corso un procedimento autorizzatorio presso il Ministero delle Attività produttive.

“Sette i punti sui quali si basa l’atteggiamento di cautela espresso dagli amministratori:

il fatto che non sussistano nel territorio provinciale impianti di produzione elettrica alimentati ad olio combustibile da sostituire con impianti meno inquinanti. La nuova localizzazione si tradurrebbe quindi in un incremento delle emissioni inquinanti nel territorio;
in provincia l’esistenza di grandi impianti idroelettrici “ha già storicamente provocato danni ambientali di notevole entità, con particolare riferimento allo stato delle aste fluviali, all’assetto idrogeologico del territorio e della stessa fascia costiera”;
la Provincia sta completando la redazione di un piano energetico che ha tra le sue priorità la promozione del risparmio ed il ricorso alle fonti rinnovabili di energia. Appare quindi “illogico”, secondo quanto si legge nel documento, autorizzare la nascita di un simile impianto prescindendo da un quadro di analisi e di programmazione condiviso;
i rischi derivanti dalle emissioni di un impianto delle dimensioni proposte “metterebbero a repentaglio la qualità ambientale del vasto comprensorio territoriale costituito dalla media vallata del Vomano e la salute dei cittadini in un’area territoriale molto antropizzata”;
gli effetti negativi che si produrrebbero sull’economia locale e sul modello di sviluppo del territorio, in presenza di programmi che puntano sulla valorizzazione dei prodotti tipici e di qualità e sullo sviluppo turistico integrato;
l’esistenza di “numerosi ed insuperabili vincoli ambientali, paesistici ed idrogeologici, evidenziati in sede di conferenza di servizi dalla Regione Abruzzo e dai Ministeri competenti, con particolare riferimento al vincolo di salvaguardia integrale fissato dal Piano regionale paesistico”;
le caratteristiche del sito, che è già stato indicato in un precedente studio della Provincia come “uno dei meno idonei tra quelli considerati”.
Assente durante il dibattito e la votazione il Comune di Teramo, mentre erano presenti tutti i Sindaci della Val Vomano, e quindi dei Comuni territorialmente interessati alla localizzazione della centrale (Basciano, Castel Castagna, Colledara, Morro d’Oro, Notaresco, Tossicia, Montorio al Vomano, Isola del Gran Sasso) e le Comunità montane della Laga e del Gran Sasso. Molto partecipato il dibattito. All’incontro sono intervenuti diversi esponenti politici locali e rappresentanti di associazioni.

Consorzio B.I.M. Teramo - Viale Cavour, 25 - 64100 Teramo - Tel. 0861.245741 - Fax 0861.247070 - info@bim-teramo.it
C.F. 80002490672 - Web Design e Hosting by Web Italia