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Comune di VALLE CASTELLANA

Numero abitanti: 1.574
Altitudine: 630 m s.l.m.
Distanza dal capoluogo: Km 41
Frazioni e località minori:
Basto, Cesano, Collegrato, Coronelle, Fornisco, Laturo, Leofara, Macchia da Borea, Macchia da Sole, Morrice, Pascellata, Pietralta, Pietralta Colle, Prevenisco, San Vito, Setteceneri, Vallenquina, Vallepezzata da Borea.

STORIA

Valle Castellana è luogo di interessanti scoperte archeologiche, con tombe e resti di epoca paleolitica.
Lo storico Niccola Palma accenna all'esistenza di una strada romana che attraversava Bosco Maltese e quindi le montagne di Civitella e di Campli. L'esistenza di questa strada, attraverso la quale sarebbe passato Annibale, sarebbe confermata dalla presenza di Castel Manfrino, edificato su una preesistente "statio" romana.
Il borgo medioevale sorse nei pressi della chiesa di Santa Maria di Starnazzano, o dell'Annunziata, della quale si hanno notizie certe già a partire dal sec. XI e che, due secoli più tardi, appare come pertinenza del Monastero di San Giovanni a Scorzone (i cui ruderi sussistono presso Inanella di Torricella Sicura).
Secondo lo storico Niccola Palma, molte delle frazioni che oggi fanno parte del Comune di Valle Castellana erano in epoca medioevale altrettanti castelli che costituirono una linea difensiva collegata con la fortezza di Civitella e con il Castello di re Manfredi che la rinforzò, pensando di sfruttarla all'interno di un piano di invasione degli Stati ecclesiastici e di creazione di uno stato italiano, unito sotto il suo comando.

Lo stesso re Manfredi avrebbe visitato nel 1263 la frontiera poco tempo prima che la sua morte, avvenuta nel 1266 nella battaglia di Benevento, ponesse fine al grande progetto. Il Castel Manfrino, anche dopo la scomparsa del Re, divenne l'ultimo baluardo degli ultimi fedelissimi Svevi, che per essere stanati dai nuovi signori, partigiani dei d'Angiò, subirono un lungo, definitivo assedio, nel 1272.
A partire dal 1377, per disposizione della regina Giovanna I, la zona di Valle Castellana, fino a quell'epoca compresa nell'area di Ascoli Piceno, viene aggregata al teramano. Il fiume Castellano (che una leggenda, suffragata tuttavia da dati storici, indicherebbe essere quel "fiume Verde", di cui parla anche Dante, e che sarebbe stato il luogo di sepoltura di Manfredi) divenne così la linea di confine tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa.

Per tutto il sec. XVII, durante la lotta per estirpare il dilagante fenomeno del banditismo, vengono devastati molti paesi della zona di Rocca Santa Maria e demolite le torri della zona di Valle Castellana per impedire che i banditi le usassero come rifugio.
Nel territorio di Valle Castellana ebbe sede un Convento francescano la cui epoca di fondazione appare incerta e che fu soppresso nel 1653, per decreto di Innocenzo X. Ancora nel 1806 e, più tardi, nel 1861, Valle Castellana fu luogo privilegiato di rifugio per le bande dei briganti, la banda di Sciabolane nel 1806, le bande dei legittimisti borbonici nel 1861. Diversi i monumenti da segnalare, quali la Chiesa di San Vito (sec. XII), con l'alta torre campanaria addossata alla facciata. Nell'interno, a navata unica, si conservano interessanti affreschi valorizzati da un sapiente restauro.

Bella anche la Chiesa parrocchiale di Valle Castellana, dedicata a santa Rufina, con facciata in pietra e porta ogivale.
Nei pressi della frazione Macchia da Sole, si trova il Castel Manfrino, situato su di un'altura rocciosa, con resti delle mura perimetrali, torri e cisterna. Case fortificate dalla singolare architettura, databili al XV sec., si possono osservare nella stessa Macchia da Sole e nella frazione di Leofara. Nella zona di Vallenquina (anticamente Vallonchina), si trova l'omonimo Castello neogotico fatto costruire agli inizi del Novecento dal filosofo e letterato Vincenzo Bonifaci, sul modello del Castello della Monica di Teramo, anche se recenti e più accreditati studi farebbero attribuire il castello di Vallinquina a progetto e realizzazione al medesimo artista teramano Gennaro della Monica.


PERSONAGGI
Niccolò di Valle Castellana, vissuto nel XIV sec. fu un apprezzato miniaturista.
Vincenzo Bonifaci, (1864-1943), avvocato e, poi, notaio in Bellante. Professore di economia politica all'Istituto di Teramo, fu autore di saggi su Giordano Bruno e Socino.
Felice Lattanzi (1878-1957), sacerdote, scrittore e giornalista, fu autore degli Appunti storici su Valle Castellana, in tre volumi, opera di grande impegno e ancor oggi fondamentale. Fu peraltro il fondatore e animatore del giornale "Il Castellano".

ARTIGIANATO ARTISTICO
Tradizionale commercio della legna effettuato sia verso le impervie strade che conducevano a Teramo che verso Ascoli lungo il corso del Castellano.

MANIFESTAZIONI E FLOKLORE

Il 15 agosto si celebra la festa patronale dell'Assunta. Numerosi gli incontri e le sagre legate alla presenza delle castagne: numerosi, e molto produttivi, sono i boschi di castagni dell'intera Valle.


ECONOMIA
I boschi e i pascoli, particolarmente estesi, sono alla base di un'economia fatta di agricoltura e silvicoltura, ma soprattutto della raccolta di legname, di funghi e di altri prodotti del sottobosco.

INFORMAZIONI UTILI

Carabinieri 0861.93122
Posto telefonico pubblico: 0861.9311
Guardia Medica 0861.93303
Ufficio Postale: Via Provinciale, 23 0861.93137
Municipio: 0861.93130
Associazione "I Fere" 0861.93227
Consorzio turistico Gemelli: San Giacomo di Monte Piselli 0861.930154
Pro-Loco 0861.93227
Farmacia Piccioni: Via Provinciale 0861.93195

 

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