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Ufficio Stampa - 19/04/2017
Gli operai del gruppo Carraro consegnano i fondi raccolti per la ricostruzione di Montorio. Le Rsu degli stabilimenti di Padova e Chieti oggi in visita alla zona rossa del paese. Il loro messaggio: “Ripartire dal lavoro per contrastare lo spopolamento dei territori”

MONTORIO AL VOMANO - Donano un’ora di lavoro per aiutare la ricostruzione di Montorio. E’ l’iniziativa solidale che vede coinvolti gli operai metalmeccanici della sede centrale del gruppo Carraro Spa di Campodarsego a Padova e della Carraro Drivetech di Poggiofiorito, in provincia di Chieti.

Le Rsu hanno voluto consegnare personalmente le somme così raccolte al sindaco Di Montorio, Gianni Di Centa, recandosi a visitare la zona rossa del paese. Una nutrita delegazione di lavoratori di Padova e Chieti è intervenuta questa mattina a presentare l’iniziativa al Consorzio BIM di Teramo, alla presenza dei segretari territoriali Fim Cisl e Fiom Cgil, Marco Boccanera e Mirco D’Ignazio, del segretario interregionale Fim Abruzzo - Molise, Primiano Biscotti, e Andrea De Lutis della segreteria Fiom di Chieti.

Le donazioni, incluse quello del Cral, il centro dopolavoro della Carraro di Padova, presieduto da Daniele Berti, saranno utilizzata dal Comune di Montorio per interventi di sistemazione e miglioramento del patrimonio urbano danneggiato dagli eventi sismici:
“E’ un gesto che ci commuove – dichiara il sindaco Di Centa – perché viene dai lavoratori che si sono mobilitati per il nostro comune, donando un’ora o più della loro giornata, nonostante la difficile congiuntura economica. Questa è solidarietà che non ha prezzo per una comunità che ha il 10% dei suoi abitanti ancora fuori casa e tante criticità: il nostro impegno è a impiegare e rendicontare fino all’ultimo centesimo di queste somme per opere di pubblica utilità sulla base di un elenco di priorità che andremo a stilare e a pubblicare sul sito del Comune”.
“Ci tenevamo a consegnare di persona quanto raccolto, quasi 7mila euro – affermano Federico Bollettin e Fabio Tufarini, Rsu Fim e Fiom dello stabilimento di Padova -, come ci hanno chiesto i 600 lavoratori dell’azienda, e a venire a visitare Montorio per dare un segno tangibile di vicinanza alla popolazione. Il nostro gesto di solidarietà vuole essere uno stimolo per ripartire e contrastare lo spopolamento dell’entroterra teramano”.
“I metalmeccanici confermano così la loro sensibilità alle tematiche sociali – sottolinea il segretario Fim Cisl, Boccanera – e hanno scelto il comune di Montorio, che ha tra l’altro una storia importante di battaglie sindacali, come simbolo dell’emergenza che ha colpito il Teramano”.
“Per evitare lo spopolamento dei territori – conclude il segretario della Fiom Cgil Teramo, D’Ignazio – non si può che ripartire dal lavoro: è il messaggio ammirevole che viene da questa iniziativa di solidarietà”.




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